A cura del Dott. Pietro Campione — Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica. Laurea e specializzazione conseguite con il massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Firenze. Iscritto all’Ordine dei Medici di Prato n. 1.168, socio SICPRE (Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica) e AICPE (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica). Ultimo aggiornamento: luglio 2026.
Le punture di acido ialuronico al viso — i cosiddetti filler dermici — sono iniezioni di un gel a base di una sostanza già naturalmente presente nel derma, che riempie le rughe, ridà volume dove il tempo lo ha sottratto e rende la pelle più liscia e idratata. Si usano soprattutto su labbra, zigomi, occhiaie, solchi naso-genieni e rughe periorali, e il risultato dura in media dai 6 ai 12 mesi, con differenze di zona in zona. Chi cerca un “prima e dopo” vuole vedere, prima ancora di leggere, che cosa cambia davvero su un viso reale: la parte visiva è quindi il cuore di questa pagina.
C’è però un punto che quasi nessuno spiega, ed è esattamente quello che alimenta le foto “gonfie” e i volti stravolti che spaventano chi si informa: un prima e dopo va saputo leggere. Il “dopo” fotografato a caldo, nelle ore o nei primi giorni, è in buona parte gonfiore, non il risultato assestato; e un risultato ben fatto, paradossalmente, si nota poco — si vede il viso più riposato, non il prodotto. Le sezioni seguenti spiegano che cosa aspettarsi zona per zona, come guardare un prima e dopo senza farsi ingannare, quanto durano davvero le iniezioni e perché, e che cosa fare (la ialuronidasi) se il risultato non convince.
Indice
Come leggere un “prima e dopo” senza farsi ingannare
L’intento di chi cerca “punture acido ialuronico viso prima e dopo” è visivo: si desidera la prova, non la definizione. Ma un prima e dopo, per essere utile e non ingannevole, va guardato con tre criteri che la maggior parte delle foto in rete ignora.
- Il “dopo” si valuta a 10-14 giorni, non a caldo. Un effetto è visibile quasi subito, ed è uno dei motivi per cui questo trattamento piace: già uscendo dallo studio le aree trattate appaiono più piene e le rughe attenuate. Quello, però, non è ancora il risultato: nelle prime giornate la zona è in parte gonfia ed edematosa per la reazione ai microtraumi dell’ago, e mostra un volume superiore a quello che resterà. È all’origine di molte delusioni — sia di chi si aspettava di rimanere “così pieno”, sia di chi si è spaventato per un gonfiore transitorio. Il risultato reale si legge quando l’edema si è riassorbito.
- Le due foto vanno confrontate a parità di condizioni. Stessa luce, stessa angolazione, stessa espressione del viso, meglio se senza trucco. Cambiare anche solo l’inclinazione della testa o l’illuminazione può “creare” un volume che non c’è, o cancellarlo: un prima e dopo onesto neutralizza queste variabili, non le sfrutta.
- Il miglioramento deve essere proporzionato. Un buon prima e dopo mostra un viso più armonioso e riposato, non un volto diverso. Quando nel “dopo” si riconosce prima il prodotto della persona, il risultato non è riuscito: è eccessivo.
Va aggiunto, per correttezza, che i risultati mostrati in qualunque galleria sono individuali e variabili: dipendono dal punto di partenza, dalla zona, dal metabolismo di ciascuno, e non costituiscono una garanzia di ciò che si otterrà. Servono a rendere concreto ciò che il testo descrive, non a promettere.
Su quali zone del viso si usa, e che cosa cambia
L’acido ialuronico non fa la stessa cosa su tutto il volto: in alcune zone aggiunge volume (labbra, zigomi), in altre colma un incavo o una piega (occhiaie, solchi), in altre ancora distende una ruga superficiale. A questo si aggiunge una proprietà della molecola stessa: l’acido ialuronico trattiene acqua, e contribuisce quindi all’idratazione, all’elasticità e alla luminosità della pelle nell’area trattata. È utile conoscere l’effetto atteso zona per zona, sia per capire i “prima e dopo”, sia perché la durata cambia proprio in base all’area trattata.
| Zona del viso | Che cosa fa il filler | Durata indicativa |
|---|---|---|
| Labbra | Ridefinisce il contorno, ridà volume e idratazione; corregge piccole asimmetrie | Tra le più brevi (zona molto mobile) |
| Zigomi | Ripristina il volume perso, ridà proiezione e sostegno al terzo medio del volto | Tra le più lunghe (zona statica) |
| Occhiaie / valle delle lacrime | Colma l’incavo tra palpebra inferiore e guancia, riducendo l’aspetto “stanco” | Intermedia; zona delicata, richiede prudenza |
| Solchi naso-genieni e naso-giugali | Attenua le pieghe che scendono ai lati del naso verso la bocca | Intermedia |
| Mento e profilo | Riequilibra il profilo: può dare proiezione a un mento sfuggente o arrotondare un mento troppo appuntito, migliorando l’ovale del viso | Tra le più lunghe (zona statica) |
| Rughe periorali (“codice a barre”) | Distende le piccole rughe verticali sopra il labbro | Variabile, in genere breve-intermedia |
Le durate sono indicative e ordinate in modo relativo (più corta per le zone mobili, più lunga per quelle statiche); i valori assoluti rientrano nella forbice generale di 6-12 mesi spiegata più avanti. Su rughe molto profonde, o quando il problema è un vero cedimento dei tessuti e non una semplice perdita di volume, l’acido ialuronico ha dei limiti: in quei casi si valutano altre strade, e non è raro che la risposta più corretta non sia il filler.
Le rughe di espressione: il filler non è il botulino
Un chiarimento che evita scelte sbagliate: sulle rughe di espressione dinamiche — le “zampe di gallina”, le rughe della fronte e la ruga verticale tra le sopracciglia, che compaiono quando i muscoli si contraggono — l’acido ialuronico non è il trattamento di prima scelta. Quelle rughe dipendono dal movimento muscolare, e a rilassarle è la tossina botulinica, non il riempimento. Il filler agisce invece sulle rughe “statiche” (presenti anche a viso fermo) e sulla perdita di volume. Sono due strumenti diversi per problemi diversi, spesso complementari, mai intercambiabili: chiedere al filler ciò che spetta al botulino è una delle cause di risultati insoddisfacenti.
Quanto dura il risultato, e perché “6-12 mesi” è una forbice e non una promessa
La durata delle punture di acido ialuronico è in media di 6-12 mesi, ma è un intervallo, non un numero fisso, e capire perché varia disinnesca la delusione più comune — quella di chi dice “a me è durato un mese”. Quattro fattori spostano la durata:
- La zona trattata. È la variabile principale. Le aree più mobili — le labbra, che si muovono continuamente parlando e mangiando — tendono a riassorbire il prodotto prima delle aree statiche come zigomi e mento. Chi ha trattato le labbra e chi ha trattato gli zigomi possono avere esperienze di durata molto diverse, ed è normale.
- Il tipo di prodotto e la quantità. Esistono acidi ialuronici con densità e reticolazione (il “legame” tra le molecole) differenti, pensati per usi diversi; la scelta la fa il medico in base alla zona e all’obiettivo, e incide sulla persistenza.
- Il metabolismo individuale. L’acido ialuronico è una sostanza fisiologica e viene gradualmente degradato dall’organismo; la velocità con cui questo accade varia da persona a persona.
- Lo stile di vita. È l’unico fattore su cui si può incidere: il fumo e l’esposizione solare intensa e non protetta tendono ad accorciare la persistenza del risultato, oltre ad agire sulla qualità della pelle in generale.
Ne discende un punto onesto: il risultato è temporaneo e riassorbibile per sua natura. Non “svanisce di colpo”: si attenua gradualmente, ed è a quel punto che si valuta un eventuale ritocco. Un “prima e dopo” letto bene tiene conto anche di questo — non fotografa un risultato per sempre, ma un risultato che avrà una sua durata.
L’esperienza del Dott. Campione: Nella mia esperienza la domanda che sento più spesso non è “quanto dura”, ma, tra le righe, “si vedrà che l’ho fatto?”. È la paura giusta, e la risposta guida il modo in cui lavoro: il criterio di un buon filler non è quanto prodotto si mette, ma quanto è proporzionato al viso di quella persona. Preferisco fare meno e rivedere la paziente a distanza, piuttosto che riempire in un’unica seduta: il risultato che considero riuscito è quello in cui si nota lo sguardo più riposato, non il filler. I volti “gonfi” che spaventano nascono quasi sempre da eccesso di prodotto o da un’indicazione sbagliata, non dall’acido ialuronico in sé. Per questo, in visita, capita anche che io consigli di non trattare, o di trattare meno di quanto richiesto.
Le prime 48 ore: che cosa fare dopo la seduta
Il trattamento non richiede convalescenza e permette di riprendere subito le normali attività, ma nelle prime 24-48 ore alcune accortezze aiutano a contenere gonfiore ed ecchimosi e a lasciare che il prodotto si assesti. In linea generale conviene evitare l’esposizione solare intensa, le lampade abbronzanti, la sauna e il bagno turco, rimandare l’attività fisica intensa, non massaggiare o comprimere le zone trattate se non su indicazione del medico e limitare l’alcol, che favorisce i lividi. Dormire con la testa leggermente sollevata nella prima notte può ridurre l’edema del mattino.
Sono indicazioni generali: le istruzioni che contano sono quelle che il medico consegna al termine della seduta, calibrate sulla zona trattata e sul singolo caso. Vale sempre la pena segnalare tempestivamente allo studio qualunque sintomo insolito nei giorni successivi — dolore intenso, pallore o alterazioni del colore della pelle nell’area trattata — di cui si parla nella sezione seguente.
Effetti collaterali, rischi e quando è meglio non trattare
Le punture di acido ialuronico sono un trattamento di medicina estetica generalmente ben tollerato, e la sostanza utilizzata è biocompatibile e raramente allergizzante. Resta però un atto medico, non un gesto banale: come tale ha effetti collaterali possibili e controindicazioni che è corretto conoscere prima.
Gli effetti collaterali più comuni sono locali e transitori: arrossamento, gonfiore, lievi lividi (ecchimosi) nei punti d’iniezione, che si risolvono in genere in pochi giorni. Meno frequentemente possono comparire piccoli noduli o irregolarità al tatto, in parte gestibili. Molto più raramente esistono complicanze serie, di cui è giusto essere informati: infezioni locali e, soprattutto, l’occlusione vascolare — l’iniezione accidentale del prodotto in un vaso sanguigno, un’evenienza rara ma potenzialmente grave che rende decisiva la competenza anatomica di chi esegue il trattamento. È una delle ragioni per cui l’acido ialuronico al viso non è un gesto da improvvisare né da affidare a mani non mediche.
Il trattamento non va eseguito, o va rimandato, in alcune situazioni:
- gravidanza e allattamento;
- infezioni cutanee attive nella zona da trattare (per esempio un herpes labiale in fase acuta, prima di trattare le labbra);
- malattie autoimmuni in fase attiva;
- disturbi della coagulazione o terapie anticoagulanti non modificabili, che aumentano il rischio di lividi;
- ipersensibilità nota a componenti del prodotto.
A questi si aggiunge una controindicazione “di buon senso” che non compare nei foglietti: aspettative non realistiche. Chi cerca nel filler un cambiamento che spetta alla chirurgia, o un volume che stravolgerebbe il viso, non è un buon candidato — e in questi casi la risposta corretta è spiegare il limite, non assecondare la richiesta.
Il filler si può togliere? La reversibilità con la ialuronidasi
Un aspetto che distingue l’acido ialuronico da altri tipi di filler, e che vale la pena conoscere prima di decidere, è la sua reversibilità. A differenza di sostanze permanenti o semi-permanenti, l’acido ialuronico può essere sciolto iniettando un enzima specifico, la ialuronidasi, che ne accelera la degradazione. Questo significa che, se il risultato non convince, se il prodotto migra o si distribuisce in modo irregolare, o nella rara evenienza di una complicanza, esiste un margine di correzione che con altri materiali non c’è.
È un elemento di sicurezza reale, e va detto proprio per questo: non è però un tasto “annulla”. La ialuronidasi è un atto medico a sua volta, con proprie indicazioni e cautele, e la possibilità di sciogliere il filler non autorizza a trattare con leggerezza confidando nel “tanto poi si toglie”. La reversibilità è una rete di sicurezza, non un invito a rischiare: il risultato migliore resta quello ottenuto con misura fin dall’inizio.
Oltre il filler: volume o rigenerazione
Chi si informa incontra sempre più spesso il termine esosomi, a volte confuso con un nuovo tipo di filler. È utile chiarire la differenza di logica, perché sono cose diverse. Il filler aggiunge volume: riempie, sostiene, ridà proiezione. I trattamenti cosiddetti rigenerativi o biostimolanti — di cui gli esosomi sono un esempio emergente, accanto alla biostimolazione con acido ialuronico non reticolato o ad altre sostanze — non mirano al volume, ma alla qualità della pelle: tono, texture, luminosità. Non sono, quindi, un sostituto del filler: chi cerca di riempire un incavo o ridefinire un contorno non troverà negli esosomi la stessa risposta.
Sul piano di ciò che gli esosomi fanno concretamente, la prudenza è d’obbligo: si tratta di un ambito in evoluzione, il cui inquadramento in medicina estetica è in via di definizione e i cui claim vanno valutati con cautela, verificando di volta in volta che cosa sia effettivamente documentato. Qui è sufficiente fissare il punto che orienta la scelta: filler e trattamenti rigenerativi rispondono a esigenze diverse, e non vanno confusi.
A chi rivolgersi, a Prato e Firenze
Trattandosi di un atto medico con margini di rischio reali, dalle ecchimosi fino alla rara occlusione vascolare, la competenza di chi esegue le iniezioni conta più del nome commerciale del prodotto. È corretto verificare che si tratti di un medico, iscritto all’Ordine, con formazione specifica in medicina estetica e conoscenza dell’anatomia del volto: sono gli stessi requisiti che rendono possibile, tra l’altro, gestire una reversibilità con la ialuronidasi se serve.
Il Dott. Pietro Campione riceve per i trattamenti di medicina estetica del viso, filler di acido ialuronico compresi, a Prato e a Firenze. Per informazioni o per fissare una consulenza è possibile telefonare allo 0574 584453 o al 351 9772175, oppure scrivere tramite il modulo di contatto.
Chi desidera approfondire il trattamento specifico può consultare la pagina dedicata al filler e l’area medicina estetica del sito; chi è interessato in particolare al ritocco delle labbra, e al relativo costo, trova un approfondimento nell’articolo su filler labbra: costo, durata e risultato naturale. La valutazione del singolo caso — quale zona trattare, con quale prodotto, in che misura, o se sia più corretto non trattare — resta il momento in cui una richiesta generica diventa un piano su misura.


