In Italia il costo di una bichectomia si colloca indicativamente tra 2.000 e 3.000 euro. La bichectomia è l’intervento di chirurgia estetica che consiste nell’asportazione — parziale e controllata — della bolla di Bichat (il cuscinetto di grasso profondo che riempie la guancia), allo scopo di assottigliare il terzo medio del volto e rendere più definito il profilo tra zigomo e mandibola. Il prezzo indicato è comprensivo dell’insieme delle prestazioni operatorie; le voci che lo compongono, e ciò che lo fa oscillare, sono descritte qui di seguito.
Questa pagina si occupa del versante economico: quanto costa, cosa determina il prezzo, che cosa è incluso e — aspetto meno scontato — perché la spesa va valutata insieme all’effettiva idoneità all’intervento, che non riguarda tutti i visi. Per la descrizione clinica dettagliata (come si esegue passo per passo, decorso, immagini prima e dopo) si rimanda alla pagina di approfondimento su come si svolge l’intervento di bichectomia.
Quanto costa la bichectomia
La fascia di riferimento è di 2.000-3.000 euro per l’intervento bilaterale, cioè eseguito su entrambe le guance — che rappresenta la richiesta di gran lunga più frequente, poiché lo scopo estetico è la simmetria del volto. Si tratta di un preventivo «tutto compreso», che di norma include l’onorario del chirurgo, l’utilizzo della sala operatoria in struttura accreditata, l’assistenza anestesiologica e i controlli post-operatori.
Va detto che il prezzo di un intervento chirurgico non è mai un dato secco: rappresenta la somma di più voci, ciascuna variabile in funzione del singolo caso e della struttura in cui si opera. Per questa ragione una cifra isolata, letta fuori dal preventivo che la genera, dice poco; conta capire che cosa si sta pagando e perché due preventivi possono differire pur riferendosi allo stesso intervento.
Cosa incide sul prezzo
Le variabili che fanno oscillare il costo della bichectomia all’interno della fascia indicata sono essenzialmente cinque:
- Regime operatorio e struttura. L’intervento si esegue in regime di Day-Surgery (chirurgia di giornata, senza pernottamento) presso una sala operatoria accreditata; il costo della struttura, del personale di sala e degli standard di sicurezza incide in modo determinante sul preventivo e non è comprimibile senza rinunciare a garanzie.
- Tipo di anestesia. La bichectomia viene generalmente condotta in anestesia locale, eventualmente associata a una sedazione (uno stato di rilassamento controllato che riduce l’ansia mantenendo la respirazione autonoma). La presenza dell’anestesista e il tipo di sedazione impiegata modificano il costo.
- Estensione: mono o bilaterale. L’intervento su una sola guancia costa meno di quello bilaterale, ma è un’eventualità rara, riservata alle asimmetrie; nella quasi totalità dei casi l’obiettivo estetico impone di operare entrambi i lati.
- Procedure combinate. Non di rado la bichectomia si associa, nella stessa seduta, ad altri interventi del volto — ad esempio una liposuzione del sottomento o del collo, oppure un riempimento (filler) degli zigomi per accentuare il contrasto tra parte alta e parte bassa del viso. La combinazione modifica sensibilmente il preventivo complessivo.
- Esperienza e specializzazione del chirurgo. È una variabile che vale la pena esplicitare: la bichectomia si svolge in una regione anatomica attraversata da strutture nobili (se ne parla più avanti), e l’esperienza dell’operatore è ciò che ne governa la sicurezza. Non è un costo accessorio, ma parte integrante di ciò che si acquista.
Cosa è incluso e cosa no
La trasparenza sul preventivo è parte del rapporto di fiducia con il paziente. In linea generale, la ripartizione tipica è la seguente:
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Voce |
Di norma incluso nel preventivo |
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Onorario dell’equipe chirurgica |
Sì |
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Sala operatoria e personale di sala (Day-Surgery) |
Sì |
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Assistenza e farmaci anestesiologici |
Sì |
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Controlli e medicazioni post-operatorie |
Sì |
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Prima visita di valutazione |
Da verificare in fase di preventivo |
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Esami pre-operatori (analisi del sangue, ECG quando indicato) |
Spesso a parte |
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Eventuali procedure combinate (liposuzione, filler) |
A parte, quotate separatamente |
Il consiglio pratico è di richiedere sempre un preventivo scritto e di chiedere esplicitamente se la prima visita e gli accertamenti pre-operatori siano compresi: sono le voci che più frequentemente variano da struttura a struttura, e la loro chiarezza è di per sé un indicatore di serietà.
Perché il prezzo va valutato insieme all’idoneità
Qui sta la parte che i confronti basati sul solo prezzo tendono a ignorare, e che merita più attenzione della cifra: la bichectomia non è indicata per tutti i visi, e il buon esito dipende meno dalla quantità di grasso asportata che dalla corretta selezione del candidato.
La bolla di Bichat trova la sua indicazione elettiva nei visi pieni e tondeggianti, con guance prominenti in un soggetto normopeso, dove il cuscinetto adiposo profondo è realmente responsabile della pienezza. Al contrario, in un viso già magro o allungato l’intervento tende a essere controproducente; e nei pazienti in sovrappeso la pienezza delle guance è spesso dovuta al grasso sottocutaneo — non alla bolla di Bichat — cosicché l’asportazione produrrebbe un risultato modesto e non risolutivo. Anche un’ipertrofia del muscolo massetere (l’ingrossamento del muscolo della masticazione) può simulare una pienezza che la bichectomia non correggerebbe.
C’è poi una considerazione legata al tempo, la più importante. Il volto perde fisiologicamente volume adiposo con l’invecchiamento: le guance si svuotano, gli zigomi si smagriscono, i solchi si accentuano. Asportare troppa bolla di Bichat, o operare un viso che tende già alla magrezza, significa anticipare quello svuotamento e rischiare, a distanza di anni, un aspetto scavato e più invecchiato di quanto si sarebbe altrimenti apparsi. È per questo che l’approccio corretto è conservativo: rimuovere il meno possibile per ottenere il risultato, evitando il sovra-svuotamento che massimizza l’effetto immediato ma non regge alla prova del tempo.
L’esperienza del Dott. Campione: Nella mia pratica il momento che conta di più non è l’intervento, ma la visita che lo precede. Mi capita con una certa frequenza di sconsigliare la bichectomia a chi la richiede convinto, semplicemente perché ha un viso che tra dieci o quindici anni si svuoterà da solo. Quando invece l’indicazione c’è, sono solito asportare in modo misurato e simmetrico, controllando entrambi i lati durante l’intervento: preferisco un risultato leggermente più contenuto ma stabile nel tempo, perché la bolla di Bichat, una volta tolta, non si riforma, e da un eccesso non si torna indietro.
I rischi e perché contano nella scelta
Nessun intervento chirurgico è privo di rischi, e la bichectomia — pur essendo una procedura di breve durata (circa 30-45 minuti) — non fa eccezione. Le complicanze possibili sono in gran parte comuni a ogni chirurgia: gonfiore e tumefazione delle guance nei primi giorni, ematomi (accumuli di sangue), infezioni, lievi asimmetrie tra i due lati.
Esistono però due rischi specifici, legati all’anatomia della regione, che spiegano perché l’esperienza dell’operatore sia parte del valore dell’intervento:
- Il dotto di Stenone (il condotto che porta la saliva dalla ghiandola parotide all’interno della bocca) decorre in prossimità del campo operatorio; una sua lesione rappresenta una complicanza salivare rara ma seria.
- Il ramo buccale del nervo facciale, che governa parte della mimica del volto, attraversa la stessa area; un suo interessamento può tradursi in alterazioni temporanee della motilità o della sensibilità.
Va chiarito, senza allarmismi, che queste complicanze sono infrequenti quando l’intervento è condotto da un chirurgo che conosce a fondo l’anatomia della guancia e opera con tecnica appropriata: proprio questa è la ragione per cui la scelta dell’operatore, e non il risparmio sul preventivo, dovrebbe guidare la decisione. L’accesso endorale — l’incisione di 1-2 cm praticata all’interno della guancia e richiusa con sutura riassorbibile — ha inoltre il vantaggio di non lasciare alcuna cicatrice esterna visibile.
Per una trattazione più ampia della tecnica, del decorso post-operatorio e delle immagini dei risultati si rimanda alla pagina clinica dedicata alla bichectomia.
Bichectomia e SSN: perché non è mutuabile
La bichectomia è un intervento con finalità puramente estetica: non corregge una patologia né una condizione funzionale, e per questo non è a carico del Servizio Sanitario Nazionale, né mutuabile con ticket. Il costo resta interamente a carico del paziente.
Sul piano fiscale, trattandosi di prestazione estetica, non rientra di norma tra le spese sanitarie detraibili ai fini IRPEF (la detrazione del 19% è riservata agli interventi con documentata finalità di cura o ricostruttiva) ed è soggetta a IVA(Secondo quanto stabilito dalla Legge 15 dicembre 2023, n. 191 -conversione del Decreto Anticipi D.L. 145/2023- ha introdotto all’articolo 4-quater importanti chiarimenti sul regime IVA per la chirurgia estetica). Alcune strutture offrono la possibilità di rateizzare l’importo tramite finanziamento con società convenzionate: gli estremi (durata del piano, TAN e TAEG) vanno richiesti direttamente in fase di preventivo.
Domande frequenti sul costo della bichectomia
Quanto costa la bichectomia?
La fascia di riferimento in Italia è di circa 2.000-3.000 euro per l’intervento bilaterale, comprensivo dell’insieme delle prestazioni operatorie (chirurgo, sala in Day-Surgery, anestesia, controlli). Il preventivo definitivo dipende dalla struttura, dal tipo di anestesia e da eventuali procedure combinate.
Cosa è incluso nel prezzo?
Di norma sono compresi l’onorario dell’equipe chirurgica, la sala operatoria e il personale, l’assistenza anestesiologica e i controlli post-operatori. La prima visita e gli esami pre-operatori possono essere quotati a parte: è opportuno chiederlo esplicitamente nel preventivo scritto.
Cosa può far aumentare il prezzo?
Principalmente l’associazione di altri interventi nella stessa seduta (liposuzione del collo, filler degli zigomi), il tipo di sedazione impiegata e lo standard della struttura. L’estensione bilaterale, praticamente sempre necessaria, è già considerata nella fascia indicata.
La bichectomia è coperta dal SSN?
No. Essendo un intervento a finalità estetica, non è mutuabile né a carico del Servizio Sanitario Nazionale; il costo è interamente privato.
La bichectomia lascia cicatrici?
No, non lascia cicatrici esterne: l’accesso è endorale, cioè l’incisione viene praticata all’interno della guancia e richiusa con punti riassorbibili.
La bichectomia fa invecchiare il viso?
Può accadere se l’asportazione è eccessiva o se si opera un viso già tendenzialmente magro: poiché il volto perde volume con l’età, un sovra-svuotamento rischia di accentuare, negli anni, un aspetto scavato. È il motivo per cui una selezione accurata del candidato e un approccio conservativo sono più importanti della quantità di grasso rimossa.
Il risultato è permanente?
Sì. La bolla di Bichat asportata non si riforma, quindi l’effetto di assottigliamento è stabile nel tempo. I risultati diventano apprezzabili dopo che si è riassorbito il gonfiore iniziale (circa 4-6 settimane) e sono definitivi intorno ai 4-6 mesi.
Chi non dovrebbe sottoporsi alla bichectomia?
Chi ha un viso già magro o allungato, chi è in sovrappeso (dove la pienezza deriva dal grasso sottocutaneo e non dalla bolla di Bichat) e chi presenta un’ipertrofia del muscolo massetere. In questi casi l’intervento offre benefici modesti o risulta controproducente: la valutazione dell’idoneità in visita è la premessa indispensabile alla decisione.
Verificare l’idoneità prima del preventivo
La valutazione dell’idoneità — la conformazione del viso, la reale responsabilità della bolla di Bichat sulla pienezza delle guance e la prospettiva nel tempo — si fa in visita. È possibile richiedere un appuntamento presso le sedi di Prato e Firenze per un preventivo personalizzato e per discutere insieme aspettative e alternative.