Salta al contenuto
Quanto costa rimuovere un tatuaggio

Quanto costa rimuovere un tatuaggio

La risposta breve

Nel mio ambulatorio la rimozione laser di un tatuaggio si paga a seduta, in tre fasce: tatuaggi piccoli 150 euro, medi 250 euro, grandi da 450 euro, più IVA al 22%. La fascia dipende dalla dimensione ma anche dal lavoro che richiede: un tatuaggio piccolo pieno di linee sottili o di colori sale di fascia, i tatuaggi enormi si trattano a settori. Il costo totale è il numero di sedute per il prezzo della fascia, e il numero di sedute non si può promettere prima: dipende da quanto inchiostro c'è e da dove. La valutazione, anche da foto su WhatsApp, è gratuita. Non è detraibile né a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

“Quanto costa togliere un tatuaggio?” è la domanda che mi fanno più spesso, al telefono, su WhatsApp e in ambulatorio.

La risposta onesta prevede due aspetti: il prezzo di una seduta lo posso già anticipare, perché è a listino; quante sedute serviranno lo posso stimare, non promettere.

In oltre vent’anni e più di ventimila trattamenti di rimozione tatuaggi ho visto aquile che coprivano tutta la schiena sparire in una seduta e quattro lettere su un dito resistere per undici sedute. Questa pagina spiega come si formula il prezzo, cosa include, cosa non include e come si fa a sapere prima, con buona approssimazione, quanto si spenderà.

Il listino dello studio per seduta

Fascia Dimensione indicativa Prezzo a seduta IVA Esempi e note
Piccolo Fino a circa 10 cm² 150 € + 22% Sopracciglia (microblading), piccoli simboli, lettere; sale alla fascia media se è fatto di molte linee sottili o di più colori
Medio 10-20 cm² 250 € + 22% Scritte, tatuaggi del polso o della caviglia, piccoli colorati; sale di fascia se richiede il trattamento di molteplici linee fini
Grande Oltre 20-30 cm² da 450 € + 22% Geometrici, multicolor, cover-up. I tatuaggi molto estesi (una schiena, una manica) non si trattano in una seduta sola: si dividono in settori

I centimetri quadrati sono il punto di partenza, non l’unico criterio. Quello che fa salire di fascia è il tempo che devo dedicare al tatuaggio: un disegno di dieci centimetri fatto da una campitura nera si tratta con un manipolo largo in pochi minuti; lo stesso disegno fatto di linee sottilissime va seguito linea per linea con un manipolo stretto, e un multicolor richiede di cambiare manipolo e lunghezza d’onda per ogni pigmento. Per questo un tatuaggio “piccolo” può costare come uno medio. Ci sono poi tre lavori che hanno un supplemento, e vale la pena dire perché:

  • Cover-up. Chi copre un tatuaggio che non vuole più, con un altro tatuaggio, effettua quella che si chiama “cover-up”. Lo scopo nasce dal desiderio di cancellare il tatuaggio non desiderato, coprendolo, ma in realtà si genera un effetto total black che satura la pelle di inchiostro su più livelli, ma spesso nonostante la copertura si continua a vedere il vecchio disegno in trasparenza. Il laser distrugge il pigmento uno strato per volta, partendo dal superficiale, ma non posso usare la stessa potenza che userei su un tatuaggio singolo devo tener conto della presenza di tanto inchiostro e tenere più basse le potenze: sotto il raggio ci sono quattro o cinque pigmenti sovrapposti. Potenze più basse, sedute più distanziate, ma soprattutto il motivo dell’aumento del costo nasce dalla necessità di più sedute in totale per rimuovere una cover piuttosto che un tatuaggio singolo.
  • Multicolor. Non tutti i laser tolgono tutti i colori, e ogni colore ha la sua lunghezza d’onda. Laser più performanti e costosi riescono ad affrontare anche altri colori perchè sono dotati di più lunghezze d’onda.
  • Tricopigmentazione. È il tatuaggio a puntini di tutto il cuoio capelluto che simula i capelli rasati, molto richiesto da chi non vuole o non può fare il trapianto. Chi se ne pente descrive un “effetto casco”, a volte con un riflesso verdastro. Si rimuove puntino per puntino con un manipolo da pochi millimetri: una seduta lunghissima.

Quanto costa in totale: esempi dal mio ambulatorio

La spesa totale è il prezzo della fascia moltiplicato per le sedute. Il problema è il secondo fattore. Chi vi promette un numero preciso di sedute prima di vedervi non vi sta dicendo la verità: dipende da quanto inchiostro è stato messo, di che tipo, quanto a fondo, quante volte il tatuaggio è stato ribattuto o corretto e quanto era pesante la mano del tatuatore. Gli esempi qui sotto sono casi reali e servono a dare un ordine di grandezza, non una promessa.

Tatuaggio Fascia Sedute nella mia esperienza Spesa totale indicativa Perché
Sopracciglia (microblading) Piccolo Spesso 2, a volte di più 300 € + IVA per due sedute Pigmento cosmetico superficiale; attenzione al bianco usato per “correggere”, che non si toglie
Lettere sulle falangi Piccolo Fino a 11, distanziate di 4-6 mesi Può superare 1.500 € + IVA in 3-4 anni Sulle dita il tatuatore batte forte e mette molto inchiostro perché “tenga”; l’effetto di riassorbimento del colore dopo la seduta laser sulle mani è molto lento
Scritta sull’avambraccio a linee sottili Medio Variabile: si giudica dopo la seconda seduta 250 € + IVA per seduta Linee fini da seguire con il manipolo stretto; l’avambraccio risponde bene
Cover-up su braccio Medio o grande Più di un tatuaggio singolo della stessa misura Da 250 € + IVA per seduta Pelle satura su più livelli: potenze basse, sedute distanziate ed aumenta il numero delle sedute per la rimozione
Aquila sfumata su tutta la schiena (culturista) Grande, a settori Quasi scomparsa alla terza seduta Da 450 € + IVA per settore e seduta La sfumatura spesso si rimuove in una sola seduta, mentre i bordi del disegno richiedono più sedute.

La lezione di questa tabella è che la dimensione inganna in entrambe le direzioni. Un tatuaggio grande con poco inchiostro su una zona che risponde bene può costare meno di un tatuaggio minuscolo sulle dita.

Esistono delle zone più insidiose, dal mio punto di vista sono:

  • Le mani ed i piedi, dove il riassorbimento del pigmento è più lento
  • le labbra, dove il tatuaggio cosmetico rosso che viene fatto per disegnarle, contiene zinco che tende a virare al grigio subito dopo una seduta laser e richiede molte sedute
  • le palpebre, in particolare l’eyeliner tatuato lungo la palpebra ed il bordo delle ciglia. Questo tatuaggio va trattato con potenze basse, perché la pelle è sottilissima e  sono necessarie protezioni oculari come quelle che uso in sala per la blefaroplastica transcongiuntivale.

Vuoi sapere in quale fascia rientra il tuo tatuaggio? Mandami una foto su WhatsApp con le indicazioni che trovi più sotto, oppure chiama lo 0574 58 44 53: la valutazione non si paga.

Da cosa dipende il numero di sedute

Uso la scala di Kirby-Desai, che assegna un punteggio a fototipo, zona del corpo, quantità di inchiostro, colori, strati e cicatrici preesistenti, ma dopo ventimila trattamenti conta più l’esperienza della tabella. In ordine di importanza, nella mia pratica:

  1. Quanto inchiostro c’è e su quanti strati. È il fattore numero uno. Cover-up e tatuaggi “ribattuti” sono i più lunghi.
  2. I colori. Il nero e il blu scuro rispondono meglio. Il giallo si schiarisce con le sedute ma, guardando da vicino la pelle, li dove c’era il giallo residua un chiarissimo alone. Il bianco non si toglie affatto: riflette la luce invece di assorbirla, e trattarlo è inutile. Lo dico soprattutto a chi ha un tatuaggio alle sopracciglia venuto male: la dermopigmentatrice a volte propone di “coprire” con il bianco, e quando poi si va a schiarire il sopracciglio con il laser, il colore nero sparisce ma resta una chiazza bianca che è la traccia della correzione. Meglio una seduta laser subito, spesso ne bastano due per poter correggere il tatuaggio e poterlo rifare per bene che condannarsi a una correzione che rimarrà visibile.
  3. La zona. Mani, piedi e dita riassorbono lentamente; il viso velocemente; labbra e palpebre vanno trattate con cautela.
  4. Il fototipo. Le pelli molto scure richiedono potenze più basse e più prudenza, quindi più sedute.
  5. L’età del tatuaggio. Un tatuaggio con meno di tre mesi non si tratta: la pelle deve prima guarire.

Il laser non è lo strumento che “risucchia” il colore, ma lo strumento che lo frantuma, una massa di colore che nei tessuti era quiescente da anni viene spezzata, frantumata in piccoli pezzi e si innesca la risposta infiammatoria della pelle che riconosce improvvisamente come “not self” il pigmento e lo riassorbe. Il riasssorbimento varia nei suoi tempi a seconda della zona del corpo per esempio su mani e piedi necessita di più tempo e per questo i tatuaggi in queste sedi necessitano di sedute distanziate di più tempo tra loro. Tatuaggi sul viso possono essere trattati ogni mese e mezzo o due, mentre tatuaggi sulle mani o piedi li tratto ogni 4 o 6 mesi.

Diffidate di chi vi tratta ogni quindici giorni o ogni mese: in un mese l’organismo non ha ancora riassorbito il pigmento della seduta precedente, colpire di nuovo non frantuma niente di più e serve solo ad accendere un’infiammazione più grande. Le cicatrici che vedo arrivare da altri centri nascono quasi sempre così, da sedute troppo frequenti o da potenze troppo alte per “fare prima”.

Cosa include il prezzo della seduta

Il prezzo comprende il trattamento e la prima medicazione. Non ci sono controlli programmati a pagamento: alla fine della seduta consegno un foglio scritto con tutto quello che può succedere nei giorni dopo (vescicole piene di liquido chiamate flittene, crosticine, piccoli sanguinamenti) e cosa fare in ogni caso, e lascio il mio numero di lavoro. A casa serve una crema per le ustioni, eventualmente una crema antibiotica se lo indico, e della vaselina: sono spese di pochi euro, ma vanno messe in conto.

Una cosa che non troverete nella mia seduta è la crema anestetica, e la scelta è voluta.

Negli anni ho verificato che la crema anestetica induce un edema che quindi fa arrossare e gonfiare la pelle, e quell’edema riduce l’efficacia del laser: per ottenere lo stesso “effetto popcorn“, lo sbiancamento immediato del tatuaggio che indica che il pigmento si sta frantumando, dovevo alzare le potenze, e le potenze alte sono quelle che lasciano il segno e danneggiano la pelle. Inoltre come confermano quei pazienti che vengono nel mio studio dopo aver iniziato il percorso di rimozione dei tatuaggi in altri centri, la crema anestetica non riduce il dolore che si prova con il laser. Nella mia pratica ambulatoriale ho sostituito la crema anestetica con la tecnologia, infatti nel mio studio ho la possibilità di ridurre il dolore con un macchinario che si chiama Criogeno, ovvero una macchina che emette un flusso d’aria fredda anestetizzante. Come faccio a dire che funziona? durante la seduta i pazienti me lo riferiscono e lo richiedono per la sua efficacia.

Il fastidio della seduta resta, e ognuno lo descrive a modo suo: un colpo di elastico, uno schizzo d’olio bollente, o quasi niente. Le cover-up fanno più male, per la quantità di inchiostro. Lo dico prima, perché chi se lo aspetta lo sopporta.

IVA, detrazione, Servizio Sanitario e rimozione chirurgica

Sulla rimozione dei tatuaggi applico sempre l’IVA al 22%: è una prestazione estetica e la legge esenta solo le prestazioni con finalità terapeutica attestata prima del trattamento. L’unica eccezione che faccio è il “tatuaggio da asfalto”, quella macchia verdastra sotto pelle che resta a chi è caduto per strada e ha frammenti di catrame nel derma: è un esito traumatico, non un tatuaggio, e non applico l’IVA. Per lo stesso motivo la spesa non è detraibile come spesa sanitaria e non è a carico del Servizio Sanitario Nazionale: i Livelli Essenziali di Assistenza coprono la chirurgia estetica solo per esiti di incidenti, malformazioni o procedure mediche.

La rimozione chirurgica non la eseguo e, nella quasi totalità dei casi, non ha senso. Me la chiedono persone disperate, quasi sempre ragazzi che hanno scoperto che il concorso per le forze armate è tra due mesi. Il punto che non considerano è che asportare chirurgicamente un tatuaggio dell’avambraccio significa togliere la pelle, coprire con un innesto e accettare una cicatrice estesa e possibili limitazioni funzionali: esattamente ciò che poi li escluderebbe dalla vita militare.

Laser Rimozione chirurgica
Per quali tatuaggi Praticamente tutti, in sedute successive Solo piccoli, in zone con pelle lassa, quando il laser non è possibile
Cosa resta Pelle integra; possibile schiarimento temporaneo Cicatrice lineare, o innesto cutaneo se l’area è ampia
Tempi Mesi o anni, a sedute distanziate Un intervento, ma con decorso chirurgico
Costo A seduta, dal listino sopra Non la eseguo quasi mai perché contraria al mio principio

Si paga seduta per seduta

Non vendo pacchetti, e il motivo è semplice: non so in anticipo quante sedute serviranno. Se faccio pagare quattro sedute e il tatuaggio va via in due, ho guadagnato io a spese del paziente; se ne servono dodici, ci ho perso io. Si paga ciò che si fa, seduta dopo seduta, e ci si ferma quando il risultato è quello voluto o quando si decide che continuare non porterebbe ad altri miglioramenti.

Un dato che può servire a chi sta valutando: chi toglie un tatuaggio per un motivo concreto, come un concorso nelle forze armate, o comunque motivi lavorativi arriva quasi sempre in fondo. Chi lo vuol togliere “perché non mi piace più” o “per moda” abbandona più spesso, di solito dopo la prima seduta se il tatuaggio è molto grande, perché si aspettava di non sentire niente. Metterlo in conto prima aiuta a non lasciare un tatuaggio a metà.

Preventivo con una foto

Per darvi fascia e tempi mi bastano tre cose su WhatsApp:

  1. Da quanto tempo avete il tatuaggio. Sotto i tre mesi non si tratta.
  2. Una foto che mostri la parte del corpo, non solo il disegno. Il dettaglio zoomato inganna: sembra piccolo e poi occupa mezzo braccio. Serve capire quanta superficie copre.
  3. Colori, e se è una cover-up o è stato ritoccato.

Per le sopracciglia non serve nemmeno la foto: la dimensione è sempre quella. Il preventivo fatto così è quasi sempre confermato in ambulatorio; quando la foto non basta, chiedo io un’altra inquadratura. La visita non si paga. Il test spot, cioè provare il laser su un punto prima di trattare tutto, oggi lo faccio solo in casi particolari: tatuaggi già trattati altrove con laser sbagliati o potenze eccessive, pelle con cicatrici, zone compromesse.

Dal mio ambulatorio

Tra i casi che ricordo di più c’è un uomo che si era fatto tatuare un diavolo sulla faccia: era calvo, e il disegno partiva dalla fronte e continuava sulla nuca. Faceva il fabbro, di quelli che vanno ad aprire la porta a chi è rimasto chiuso fuori casa. Da quando aveva il tatuaggio nessuno lo faceva più entrare: la gente apriva, lo vedeva e temeva fosse un ladro. Lavorava con un berretto di lana calato fino alle sopracciglia anche in piena estate. Ho tolto quel tatuaggio in più sedute, e ha ripreso a lavorare a testa scoperta. Non è un caso da foto, è un caso da raccontare, perché spiega meglio di qualsiasi listino cosa si sta comprando.

L’altro caso è più recente ed è quello di una ragazza che voleva entrare nelle forze armate e aveva un tatuaggio sul braccio. Si era fatta trattare il tatuaggio, non lontano da qui, con un laser non adatto alla rimozione dei tatatuaggi e con  sedute ravvicinate, con la promessa di un risultato rapido. Il tatuaggio si era trasformato in un cheloide, una cicatrice rilevata e perdipiù con il colore “intrappolato” dentro. Durante la sua prima visita conoscitiva con me, è scoppiata in lacrime perché purtroppo, non si può più fare niente: le resteranno la cicatrice e il colore.

Ho raccontato questo episodio perché spesso i pazienti scelgono di rivolgersi a centri che promettono risultati perfetti in pochissimo tempo ed a basso costo. In realtà un buon laser per la rimozione tatuaggi, ed il corredo di macchinari necessari e di ausilio come il criogeno per l’anestesia, richiedono costi elevati e manutenzioni onerose.

Il costo più alto del trattamento, è dovuto a tecnologie molto evolute, ad esperienza di anni e di decine e decine di migliaia di casi risolti.

Per una valutazione o un preventivo: telefono 0574 58 44 53, WhatsApp con foto, oppure prenotazione su MioDottore. Le sedute si eseguono nella clinica di medicina estetica a Prato.

Approfondimenti

Domande e risposte

Un tatuaggio piccolo, come le sopracciglia tatuate o un simbolo di pochi centimetri, rientra nella prima fascia del listino: 150 euro più IVA a seduta. Sale alla fascia media, 250 euro più IVA, se è fatto di molte linee sottili o di più colori, perché richiede il manipolo stretto e quindi più tempo. Il totale dipende dalle sedute: per le sopracciglia spesso ne bastano spesso una o due.

 

Il totale è il prezzo della fascia di prezzo moltiplicato per le sedute necessarie, e le sedute non si possono prevedere prima: dipendono da quantità di inchiostro, colori, zona anatomica o se si deve trattare una cover-up. Nella mia esperienza una schiena intera può sparire in tre sedute e quattro lettere su un dito possono chiederne undici. Dopo la seconda seduta la stima diventa attendibile.

 

No. È una prestazione estetica: si applica l’IVA al 22%, non è detraibile come spesa sanitaria e non è a carico del Servizio Sanitario Nazionale, che copre la chirurgia estetica solo per esiti di incidenti, malformazioni o procedure mediche. L’unica eccezione che applico è il “tatuaggio da asfalto” dopo una caduta, che è un esito traumatico e non paga l’IVA.

 

Non la eseguo e la sconsiglio quasi sempre. Asportare la pelle tatuata, anche su un avambraccio, significa un innesto cutaneo, una cicatrice estesa e possibili limiti funzionali. Me la chiedono soprattutto ragazzi disperati, con un concorso nelle forze armate alle porte, ed è proprio la limitazione funzionale che deriverebbe da un innesto cutaneo che poi pregiudicherebbe la loro vita da militare. Il laser, con sedute distanziate, lascia la pelle integra.

 

Sì. I multicolor hanno un supplemento perché ogni colore richiede una lunghezza d’onda diversa, e servono spesso più sedute. Alcuni colori hanno limiti: il giallo si schiarisce ma lascia un alone, il bianco non si toglie perché riflette la luce. Per questo sconsiglio di “coprire” con il bianco un tatuaggio venuto male: resterebbe una chiazza chiara.

 

Sì, è l’unico modo in cui si paga nel mio studio: non vendo pacchetti perché non so in anticipo quante sedute serviranno, e un pacchetto sarebbe sconveniente per uno dei due. Si paga ogni seduta eseguita, comprensiva di trattamento e prima medicazione, e ci si ferma quando il risultato è raggiunto.

 

No, basta una foto su WhatsApp che mostri la parte del corpo e non solo il disegno, con l’età del tatuaggio e i colori. Il preventivo da foto viene quasi sempre confermato in ambulatorio. Il tatuaggio deve avere almeno tre mesi: prima la pelle non è pronta.

Fonti e riferimenti