Per molte donne il seno non è solo una parte del corpo, ma un simbolo di femminilità, sicurezza e identità personale. Quando non ci si riconosce più davanti allo specchio — perché il seno appare troppo piccolo, svuotato o sproporzionato — può nascere un disagio sottile che tocca l’autostima, la vita sociale e perfino il modo di vestirsi ogni giorno.
La mastoplastica additiva è oggi uno degli interventi più richiesti in chirurgia estetica perché permette di aumentare il volume del seno e ristabilire proporzioni armoniose in modo naturale e personalizzato. Ma scegliere di inserire delle protesi significa anche voler capire bene cosa cambia nel proprio corpo e quali opzioni esistono.
In questo articolo, insieme al Dott. Pietro Campione, Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, troverai informazioni chiare sulle diverse tipologie di protesi — rotonde, anatomiche e “a goccia” — per aiutarti a fare una scelta consapevole, basata non solo sull’estetica, ma anche sul tuo benessere.
Un seno piccolo o poco sviluppato può, in alcuni casi, influenzare profondamente la percezione di sé, generando insicurezza e riducendo la fiducia nel proprio corpo. Conoscere le soluzioni disponibili — spiegate con trasparenza e rispetto — è il primo passo per ritrovare serenità e sentirti di nuovo in armonia con la tua immagine.
Indice
Cosa sono le protesi mammarie
Le protesi al seno sono dispositivi medici utilizzati per aumentare le dimensioni del seno o per ripristinare la forma del seno dopo un intervento chirurgico, come la mastectomia.
Possono essere realizzate in silicone, in gel di poliuretano o in soluzione salina e possono essere inserite in diversi punti del seno, come sotto il muscolo o sopra il muscolo. Le protesi al seno possono essere utilizzate per motivi estetici o medici, e il tipo di protesi utilizzata dipenderà dalle esigenze individuali di ogni paziente.
Le protesi mammarie sono regolamentate da normative di legge che stabiliscono requisiti per la sicurezza e la qualità delle protesi, e richiedono che le aziende forniscano informazioni sulle prestazioni e sui rischi associati alle protesi, in modo che i medici e i pazienti possano prendere decisioni informate.
Protesi al seno: normative per la sicurezza
Le protesi mammarie sono regolamentate da diverse normative a livello mondiale, tra cui la normativa europea sui dispositivi medici (MDD) e la normativa americana sui dispositivi medici (FDA).
In Europa, le protesi mammarie sono regolate dalla Direttiva 93/42/CEE del Consiglio, nota come Direttiva sui dispositivi medici (MDD), che stabilisce requisiti per la sicurezza, la qualità e la prestazione dei dispositivi medici. La MDD stabilisce anche i requisiti per la marcatura CE e la notifica dei dispositivi medici.
Negli Stati Uniti, le protesi mammarie sono regolate dalla Food and Drug Administration (FDA) come dispositivi medici di classe III. La FDA stabilisce requisiti per la sicurezza e la qualità delle protesi mammarie e richiede che le aziende forniscano dati di sicurezza e prestazioni per ottenere l’approvazione per la commercializzazione delle protesi mammarie.
In Italia, Il Decreto Legislativo n. 24/1997 stabilisce inoltre le responsabilità degli operatori sanitari per quanto riguarda la sicurezza e la qualità delle prestazioni sanitarie, tra cui le procedure per l’inserimento delle protesi mammarie e la gestione dei possibili rischi e complicazioni. Inoltre, stabilisce la necessità che gli operatori sanitari forniscano informazioni complete e trasparenti ai pazienti sui rischi e sui benefici delle protesi mammarie prima di procedere con un intervento di chirurgia estetica.
Tipi di protesi al seno
Quando si parla di protesi mammarie, non esiste un modello “migliore in assoluto”: la scelta va sempre personalizzata in base all’anatomia della paziente, allo spessore dei tessuti, allo stile di vita e al risultato estetico desiderato. In generale, le protesi si distinguono in tre grandi categorie, a seconda del materiale di rivestimento e del contenuto.
- Protesi al silicone: Sono oggi le più utilizzate. Presentano un rivestimento in silicone e un gel interno coeso, cioè più stabile, che mantiene la forma anche in caso di rottura. Risultano morbide al tatto, offrono un aspetto molto naturale e sono disponibili in diverse forme (rotonde o anatomiche) e gradi di proiezione.
Le protesi di ultima generazione riducono notevolmente il rischio di ondulazioni, pieghe e spostamenti, e garantiscono una maggiore stabilità nel tempo. - Protesi in poliuretano: Hanno una superficie rivestita da una schiuma di poliuretano che favorisce una migliore adesione ai tessuti. Questo riduce la probabilità di rotazione e contrattura capsulare (indurimento della capsula attorno alla protesi).
Sono leggermente più rigide al tatto rispetto a quelle in silicone tradizionali, ma rappresentano una valida opzione nei casi in cui serva maggiore stabilità o quando esiste un rischio aumentato di complicanze capsulari. - Protesi a soluzione salina:Sono costituite da un involucro di silicone riempito con soluzione fisiologica (acqua salata sterile) dopo l’inserimento.
Se si rompono, la soluzione salina viene assorbita dal corpo senza creare danni. Tuttavia, hanno una forma meno stabile rispetto alle protesi in gel di silicone e possono causare più facilmente ondulazioni visibili (rippling), risultando talvolta meno naturali al tatto e alla vista. Per questo oggi vengono utilizzate più raramente.
In sede di visita, il chirurgo valuta insieme alla paziente il tipo di protesi più adatto considerando spessore del tessuto mammario, elasticità cutanea, forma del torace, desiderio di volume e aspettative estetiche. L’obiettivo è ottenere un risultato naturale, sicuro e stabile nel tempo.
Tipologie di superfici delle protesi mammarie
La superficie delle protesi al seno può essere liscia o rugosa.
Le protesi al seno con superficie liscia sono le più comuni e hanno una superficie liscia e omogenea. Queste protesi offrono un aspetto naturale e sono meno probabili di causare irritazioni o infezioni del tessuto circostante.
Le protesi al seno con superficie rugosa sono meno comuni e hanno una superficie con una texture leggermente ruvida. Queste protesi sono state progettate per aiutare a evitare la formazione di tessuti fibrosi intorno alla protesi, noto come capsulite. Tuttavia, le protesi con superficie rugosa possono essere più visibili sotto la pelle e causare irritazioni o infezioni del tessuto circostante.
Le protesi anatomiche sono, nella maggior parte dei casi, testurizzate (con superficie rugosa). Questa caratteristica aiuta la protesi ad aderire meglio ai tessuti e riduce il rischio di rotazione, che potrebbe alterare la forma del seno proprio perché la protesi non è simmetrica.
Nelle protesi rotonde la rotazione è clinicamente irrilevante, mentre nelle protesi anatomiche la stabilità è un elemento fondamentale da valutare con il chirurgo.
Confronto tra protesi rotonde, anatomiche ed ergonomiche
Scegliere la forma della protesi al seno è una decisione fondamentale.
Ogni tipologia ha caratteristiche specifiche che influenzano il risultato estetico,
la naturalezza del profilo e la stabilità nel tempo.
| Tipo di protesi | Caratteristiche principali | Vantaggi | Ideale per |
|---|---|---|---|
| Rtonde | Forma sferica, distribuiscono il volume in modo uniforme. | • Effetto pieno nella parte superiore del seno • Movimento naturale in posizione sdraiata • Minore rischio estetico se ruotano |
• Chi desidera un décolleté più evidente • Pazienti giovani con buona elasticità cutanea • Interventi di mastoplastica additiva primaria |
| Anatomiche (a goccia) | Forma simile al seno naturale: più piene in basso e più sottili in alto. | • Profilo molto naturale • Ideali in seni svuotati o poco sviluppati • Miglior definizione del polo inferiore |
• Magrezza con scarso tessuto mammario • Ricostruzione mammaria • Correzione di asimmetrie o malformazioni |
| Ergonomiche | Gel altamente coesivo e morbido: cambiano forma con i movimenti. | • Aspetto naturale sia sedute che sdraiate • Minore sensazione di “protesi” al tatto • Buon equilibrio tra volume e morbidezza |
• Chi cerca naturalezza senza rinunciare al volume • Sportive o pazienti molto attive • Chi desidera un risultato morbido e dinamico |
Durante la visita, il chirurgo analizza torace, cute e aspettative estetiche per individuare la forma più adatta al singolo caso, evitando scelte standardizzate.
La forma delle protesi incide in modo importante sul risultato che si vuole ottenere.
La protesi al seno deve essere scelta in base alla conformazione morfologica della persona e al risultato desiderato.
Le forme di protesi mammarie più diffuse sono:
- Protesi rotonde;
- Protesi a goccia, di forma anatomica;
- Protesi ergonomiche;
Rotonde
Le protesi rotonde hanno una forma sferica e sono utilizzate per aumentare il volume del seno, da quelli di forma armonica a quelli cadenti . Sono adatte per donne con una base larga del seno e possono essere utilizzate per creare una forma più rotonda e proporzionale.
Essendo protesi simmetriche non si corre il rischio della rotazione dell’impianto e il rischio che la protesi possa subire uno spostamento è estremamente ridotto.
Anatomiche
Le protesi mammarie anatomiche sono protesi in silicone che hanno una forma più simile a quella di un seno naturale rispetto alle protesi rotonde.
Sono state progettate per creare un aspetto più naturale e proporzionato del seno, e possono essere utilizzate per riprodurre la forma del seno naturale dopo un intervento chirurgico, come una mastectomia.
Esse possono essere divise in 2 tipologie: a goccia e a tazza.
- protesi anatomiche a goccia (o a forma di pera) hanno una parte inferiore più larga e una parte superiore più stretta, seguendo la forma del seno naturale. Sono adatte per donne con una base stretta del seno e possono essere utilizzate per creare una forma più lunga e sottile del seno.
- protesi anatomiche a tazza invece, hanno una forma più arrotondata e tondeggiante, per adattarsi alle donne con una base del seno più ampia.
Le protesi anatomiche sono più complesse da inserire rispetto alle protesi rotonde, poiché devono essere posizionate con precisione per creare un aspetto naturale e proporzionato del seno.
Ergonomiche
Le protesi ergonomiche sono un tipo di protesi mammarie in silicone che sono state progettate per adattarsi alla forma del torace di ogni donna, creando una maggiore stabilità e una migliore distribuzione del peso. Possono essere utilizzate per migliorare la simmetria del seno e per aumentare la dimensione del seno.
Queste protesi presentano una forma più flessibile e versatile rispetto alle protesi tradizionali in silicone, questo permette di adattarsi alle diverse conformazioni del torace e delle ascelle.
Tecniche per l’inserimento delle protesi al seno
Esistono sostanzialmente 3 tecniche per l’inserimento delle protesi mammarie a seconda del posizionamento della protesi stessa:
- Tecnica sotto ghiandolare;
- Tecnica sottmuscolare;
- Tecnica Dual Plane;
Tecnica sottoghiandolare
Tramite questa tecnica il chirurgo posiziona la protesi nella zona retroghiandolare, con questo approccio viene messo in risalto il volume e la forma del seno che risulta più marcato e evidente. Questa tecnica risulta più semplice per il chirurgo ma presenta un potenziale difetto, le protesi mammarie risultano più visibili e l’esame mammografico diviene più complesso.
Si ricorre a questa tecnica quando il tessuto sottocutaneo è sufficientemente spesso da garantire un naturale aspetto del seno.
Tecnica retromuscolare;
Tramite questa tecnica la protesi viene inserita al di sotto del muscolo grande pettorale, si riduce la visibilità della protesi e si ottiene un effetto estetico estremamente naturale.
Con la tecnica retromuscolare i margini della protesi rimangono ben nascosti e si riduce il rischio di una contrattura capsulare.
Questo intervento non crea problemi per l’esame mammografico ma è più complesso e più lungo di quello sottoghiandolare, senza dimenticare della possibilità che la protesi si sposti verso l’alto.
Si ricorre alla tecnica retromuscolare quanto il tessuto sottocutaneo presente nella zona mammaria è troppo sottile e l’inserimento di una protesi con la tecnica retroghiandolare produrrebbe un risultato estetico artificioso palesando il seno rifatto.
Tecnica Dual Plane
Tramite questa tecnica la parte superiore della protesi viene collocata al di sotto del muscolo grande pettorale, in un punto in cui la cute è meno spessa e cresce il rischio di palpabilità della protesi, in questo modo il bordo superiore della protesi sarà protetto dal muscolo pettorale e dalla pelle per avere un effetto molto naturale del profilo mammario.
Al contempo, la parte inferiore della protesi, che fuoriuscirà dal bordo inferiore del muscolo gran pettorale, sarà posizionata sotto la ghiandola.
Lo scopo è duplice: da un lato il seno ha un aspetto più naturale; dall’altro lato il rischio di spostamento verso la parte superiore diminuisce.
In poche parole, se si sceglie di collocare la protesi sotto il muscolo grande pettorale in modalità dual plane, di solito si ha a che fare con un miglior risultato dal punto di vista estetico, ma non solo; si beneficia di una maggior durata e di una resa più naturale.
Un altro vantaggio da non sottovalutare è rappresentato dalla riduzione del rischio di contrattura capsulare.


